HOME





Come vincere la corsa allo sviluppo
Copyright © dal 2003 LABORATORIO EUDEMONIA - Alcuni diritti concessi - Versione 1.3



Da ogni dove, continuamente, si susseguono invocazioni allo sviluppo economico e tecnologico. Paesi, le cui economie sono le più avanzate nel mondo ed hanno conquistato enormi ricchezze, continuano a perseguire ad ogni costo un ulteriore sviluppo. Uomini di governo, capi di stato, persone mature, spesso anziane, che in ogni caso dovrebbero saggiamente invitare alla prudenza, alla calma, alla moderazione, spingono interi popoli ad una continua, nei fatti disastrosa, corsa per la supremazia economica e tecnologica.

Ogni rapporto umano all'interno delle società sta venendo distrutto, e perfino le persone più pacifiche e per loro originaria virtù più disinteressate, quelle che mai avrebbero guardato ad alcuno in maniera avida, vengono istigate e condotte da ogni persona al potere a trasformarsi in rapaci individui, in competizione l'un contro l'altro, lanciati in una caccia senza tregua fino all'ultimo cliente.

Perchè tutto questo?

La ragione autentica non va sicuramente cercata in un anelito verso la migliore qualità della vita, qualità che è già drasticamente ridotta, la vita stessa essendo messa a repentaglio dai ritmi frenetici cui è costretto l'essere umano e dallo scempio del mondo naturale. Nè possiamo trovare tale ragione nel fatto che nei Paesi più sviluppati vi siano ancora delle persone povere. Questo non lo si deve certo all'insufficiente livello di sviluppo economico raggiunto, bensì ad una mancata equa ridistribuzione del lavoro, e dei redditi che ne derivano, tra tutti i componenti della società.

E possiamo forse trovare la ragione autentica della sconsiderata pulsione ad uno sviluppo ad oltranza nel puro desiderio di portare il benessere nei Paesi non ancora sviluppati? Semmai nel reperimento di mano d'opera a costo pressochè nullo, nell'apertura di nuovi mercati, e nello sfruttamento di nuovi territori. Ed ancora possiamo mai credere che esista uno "sviluppo sostenibile", così come attualmente concepito, dove le variabili da sviluppare siano sempre e solo quelle demografiche, economiche, e tecnologiche? E' una bella invenzione, certo, ma buona solo per i gonzi. Se i Paesi ancora in via di sviluppo bene faranno ad uscire dalle loro presenti condizioni, ben diverso dovrà essere il nostro sviluppo futuro.

Noi popoli ipersviluppati, ragionando con onestà, possiamo mettere ben a fuoco la vera ragione, l'unico motivo davvero valido della nostra corsa allo sviluppo, che coincide in effetti con il più grande problema delle nostre società, e quindi possiamo concentrarci su tale problema e trovare la più appropriata, più giusta soluzione.

Esiste, in verità, una ragione realmente valida che ci ha condotto finora lungo la strada di uno sviluppo economico/tecnologico ad ogni costo. Questa ragione consiste nel fatto che occorre scongiurare il pericolo reale di una invasione dapprima commerciale e di una successiva sopraffazione totale del proprio Paese da parte di qualsiasi altro Paese del mondo che sia in grado di correre più veloce. Si tratta di un pericolo concreto, che spiega perfettamente anche perchè i Governi continuino caparbiamente a perseguire una crescita demografica ben oltre il limite che sarebbe consigliabile. Si tratta di un pericolo che va affrontato con il massimo impegno, cominciando col dichiarare apertamente e diffusamente la tragica realtà umana e prendendo quindi i dovuti provvedimenti.

Piuttosto che continuare a perseguire una crescita cieca dell'economia, della tecnologia, della popolazione, un tipo di sviluppo che condotto così come avviene oggi non può che finire in danno per ognuno dei popoli di questo Pianeta, i Governi devono concentrare le proprie energie nella stipulazione di patti indissolubili tra le nazioni, patti che ci conducano ad una pace di concezione e livello di molto superiori a quella finora perseguita.

Tali patti devono necessariamente comprendere norme di autocontenimento economico, tecnologico e demografico. Occorre adoprarsi affinchè ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per autodisciplinarsi in modo che venga impedito il loro potenziale straripamento nei territori altrui. Occorre istituire apposite norme e commissioni internazionali che con obiettività tengano sotto controllo i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiunti e raggiungibili da ogni Paese. E naturalmente, lì dove possibile, occorre fornire un buon esempio, cominciando da se stessi e dal proprio Paese, cominciando proprio dall'ambito demografico.

Questa è la vera, più importante sfida della nostra epoca. Questa è la direzione cui dobbiamo rivolgerci. Perchè sulla base di questi accordi verrà deciso il nostro destino, e grazie a questi accordi potremo tutti vincere definitivamente la corsa allo sviluppo.



Working for a Deep Peace

La pace, così come oggi concepita, non è più sufficiente. Occorre immaginare i modi per raggiungere una pace più profonda.







DIPARTIMENTO PER LA QUESTIONE DEMOGRAFICA
Copyright © Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 28 - Webworks by HyperLinker.com